Archivio mensile:luglio 2013

zerocalcare

UN INTERVISTA DA ZERO A ZERO: Zerocalcare si racconta in 8Bit

Zerocalcare è un fumettista. Zerocalcare è il personaggio protagonista di strisce comiche creato da Michele Rech, fumettista 30enne di Roma. Michele Rech, per capirci,  è Zerocalcare. A Milano al museo del fumetto “WOW Spazio fumetto” è in corso per tutto il mese di luglio, una mostra personale dedicata proprio a Zerocalcare e Michele Rech che, come immagino a questo punto abbiate intuito,  sono la stessa persona. Chi conosce questo autore e si è imbattuto nei suoi libri a fumetti e nelle sue strisce, sa di cosa stiamo parlando e probabilmente a questo punto dell’introduzione è gia skippato a fondo pagina per guardare la video intervista… per chi invece sta ancora leggendo e non conoscesse nulla dell’autore Zerocalcare, consigliamo fortemente d’approfondire l’argomento, recuperando tutto quello che questo giovane artista ha prodotto fin ora. Il suo umorismo cinico è veritiero, senza pretesa di far ridere da parte dello scrittore, (che però fa davvero ridere di gusto e non poco), la rappresentazione metaforica di stati d’animo e persone, attraverso apparizioni di icone pop del cinema, della TV o dei videogames (DARTH VADER, I CAVALIERI DELLO ZODIACO, il ragazzino BLANKA, I Fantasmi dell’ospitalità), uno sguardo nostalgico-esilarante al periodo pre-post-adolescenziale e l’amico “Armadillo” , sono gli ingredienti base dei racconti molto spesso autobiografici di Zerocalcare.

Se  avete fra i 28 e i 35 anni e siete vissuti bene o male sempre in Italia, godrete appieno delle citazioni e delle esperienze che Zerocalcare racconta attraverso i suoi libri e le sue strisce, che sono un po i racconti che tutta la generazione nata nei primi anni  ’80 potrebbe scrivere. Nell’intervista che abbiamo realizzato il giorno dell’inaugurazione della mostra “La coscienza di Zero”, Zerocalcare ci ha raccontato del suo rapporto con i videogames e un po anche di se stesso.

“Si chiama profezia dell’armadillo qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici e oggettivi, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli.

La mostra sarà aperta fino alla fine di luglio.

 

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C'è una generazione che ha cavalcato l'evoluzione dell'unico "media interattivo" che sia stato in grado di unire il gioco alle altre arti, al cinema alla musica all'illustrazione, alla narrazione, alle emozioni. INSERTCOIN è quella generazione. È vuole raccontarla a tutti.

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E.T. ATARI e AREA 51: Una faccenda insabbiata.

 

Quello che trovate a fondo pagina è il videoclip della band Wintergreen, sul brano “When I wake Up”. Il videoclip in questione ha come soggetto della sua sceneggiatura, il videogame di E.T. L’Extraterrestre, che venne sviluppato dalla ATARI nel 1982… e la sua sabbiosa storia.

Non molti sanno  che la nota pellicola culto anni 80 del regista Steven Spielberg, ispirò gli sviluppatori della ATARI a produrre un videogioco per sistemi di gioco domestici Atari 2600, sulla scia del successo del film.Nel luglio del 1982 quindi, ATARI e Spielberg si accordarono per lo sviluppo del gioco di E.T. promettendo di farlo uscire sul mercato in tempo per il periodo natalizio.

Spielberg e lo sviluppatore Howard Scott Warshaw felici prima del disastro.

La promessa fu mantenuta quindi, più di 5 milioni di copie del gioco di E.T. erano pronte per finire sotto gli alberi di natale di tutti i ragazzini americani e nelle loro console ATARI. Il tempo di sviluppo del gioco fu davvero breve, solo 5 settimane, ed il risultato fu devastante: Il gioco era dotato di una grafica  pessima e di giocabilità inesistente, che lo portarono ad essere definito, “fra i giochi più brutti mai prodotti per ATARI” .

Quello verde è E.T.
Quello verde è E.T.
Quello verde è E.T.

La leggenda narra che 5 milioni di cartucce del gioco invendute, siano state sepolte in una zona non meglio identificata nel deserto del NewMexico, e che tutt’ora siano ancora li, insabbiate.

Cartuccia del gioco E.T. per ATARI 2600

I più arditi teorizzano di “cartucce Aliene” sepolte nei pressi dell’ area 51, di teorie complottistiche fra ATARI, governo degli stati uniti d’america e Steven Spielberg…  ma chi può dirlo davvero, chi può conoscere la verità?  (forse il commercialista di ATARI INC. del 1982,  lui può)

?

The truth is out there, better…   The truth is buried there!!!

 

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